venerdì 16 maggio 2014

Ognuno è speciale a modo suo

Non è facile descrivere gli animali che si amano perché si rischia, visto il coinvolgimento affettivo, di formulare un puro elenco di qualità e aggettivi positivi, allo stesso modo di quando si parla dei propri figli.  
Potrei quindi dire che i miei cani sono bellissimi e intelligentissimi e finirla qui!
Ma voglio provare a descrivere le emozioni e le sensazioni che i miei cani, alcuni più di altri, trasmettono. Premetto che qualcuno mi è pure un po’ antipatico e solitamente si tratta di quelli più affezionati a mio marito o ai miei figli, con i quali magari mi relaziono meno forse perché percepisco che la loro totale dedizione è rivolta appunto ad altre persone della famiglia. E’ una sorta di gelosia? Non lo so però sono già fiera delle mie considerazioni, a questo punto del discorso, perché non sto facendo il tripudio degli aggettivi positivi!
I miei piccoli amici pelosi sono così diversi tra loro che è impossibile generalizzare parlando di caratteri o comportamenti.  Allevo al fianco di Giangi, mio compagno di vita, da molti anni e forse è più corretto dire che sono l’aiuto-allevatore perché le decisioni importanti spettano a lui… la scelta di un cane, gli accoppiamenti, quale cucciolo dare a chi, ecc… ma ripensandoci anche a me spettano decisioni importanti su altri fronti dell’allevamento… che detersivo usare per lavare al meglio le cucce dei cani, la scelta del colore del guinzaglio da esposizione che deve essere intonata al cane e al vestito dell’handler… insomma decisioni di grande responsabilità! In ogni caso tutto ciò ha un suo equilibrio e in questo modo non ci litighiamo le leadreship che restano separate per le diverse competenze. La cosa buffa è che i nostri cani riescono a inserirsi perfettamente in queste dinamiche e a riconoscere le nostre dominanze a seconda delle situazioni e questo avviene perché loro più di noi sono atti al riconoscimento delle gerarchie e al loro rispetto.  Ma sono le peculiarità caratteriali la cosa bella e divertente del vivere con tanti animali. Così simili e così diversi… 
Orsa (nella foto accanto) che quando decide di essere ascoltarla ti si piazza davanti, imperturbabile, occhi negli occhi, a una distanza di non più di venti centimetri e non si smuove finché non la “ascolti”. Mawi, soprannominata la circense perché per una briciola di pane farebbe qualsiasi acrobazia compresa quella di mettersi su due zampe in attesa del “premio”. Puccio che appena ti fermi in qualsiasi punto o posizione si stende a terra appoggiando il muso sopra un tuo piede. Anjia, la più irrequieta, la mattina ha una tale frenesia addosso che mentre percorre il corridoio per guadagnare l’uscita gira su se stessa compiendo in questo modo due movimenti terrestri contemporaneamente: la rotazione e la traslazione (non me ne vogliano gli addetti ai lavori per l’uso scherzoso e improprio di questi termini). Ozzy  vero esempio di cane parlante che a soli cinque mesi si esprime vocalmente e gestualmente e ti fa capire perfettamente se ha fame o vuole giocare con qualcosa o qualcuno. Pina che adora l’acqua e appena arriva un po’ di caldo passa il suo tempo cercando di sdraiarsi completamente dentro alle ciotole dell’acqua ed è stata naturale conseguenza l’acquisto di una piscina idonea a lei. India che nulla la ferma! (e devo dire, in verità, l’avevamo capito quando è nata visto che è venuta al mondo in condizioni atmosferiche nelle quali  nessun cucciolo sarebbe sopravvissuto) Salta tutti i muretti, i terrazzini, le finestre (fortuna che abitiamo a piano terra) e qualsiasi ostacolo le si ponga davanti con la conseguenza che si è già procurata due ernie.
    Difficile dire se c’è un migliore o un peggiore ma a volte accade che si accenda una scintilla nel rapporto con un animale, con uno solo tra i molti ai quali vuoi comunque tantissimo bene, una sensazione forte che ti fa capire che non puoi farci nulla, che si tratta di quella famosa alchimia per cui si instaurano nostro malgrado delle sinergie e lo capisci dal primo istante in cui i tuoi occhi hanno incrociato i suoi e hai sentito nello stomaco un rimescolamento. Una sorta di riconoscimento ancestrale, come se ci fosse stato un precedente del quale non abbiamo immediato ricordo ma che a poco a poco si ricompone e forse è così per chi crede nella reincarnazione e nell’esistenza di vite passate...
Con tutti comunque c’è una comune consapevolezza… il loro infinito affetto e per tutti loro ho una comune certezza, sono tutti speciali… speciali ognuno in modo diverso.     

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