martedì 14 giugno 2016

Ciao India...

Non è facile descrivere una Corgina come India perché lei era tutto e il contrario di tutto.

Fin dalla sua venuta al mondo dove sembrava morta e invece non lo era…
E’ nata nel mese di Novembre, a metà del mese di Novembre, e la sua mamma, Lara, la notte che decise di far nascere lei e i suoi fratellini pensò bene di scegliere in autonomia il luogo e il momento.
Le nostre abitudini familiari ci consentono di controllare più accuratamente i nostri pelosi che per qualche motivo richiedono particolari accorgimenti e questo semplicemente perché Giangi è un nottambulo e non si corica mai prima delle 3 – 4 del mattino, mentre io perdo conoscenza alle 9 di sera ma alle 6 del mattino, con il canto del gallo, sono già sveglia e pronta a l’azione.
Ecco, tutto è accaduto in quelle due ore o poco più in cui entrambi dormivamo.
Quella sera Lara era stata fatta uscire per ultima proprio per non lasciarla poi troppo a lungo in casa prima di uscire nuovamente ma al momento di rientrare non ne aveva proprio voglia. Era visibilmente irrequieta, nervosa, agitata ma sono condizioni normali per una Corgina così vicina al parto. Giangi allora decise di attendere un po’ e lasciarla girare in giardino ancora qualche minuto anche per darle modo di fugare eventuali dubbi su strani rumori che poteva aver sentito ed essersi perciò allarmata. Si sa che di notte i cani sono molto più guardinghi e solleciti ai rumori e alle stranezze di qualsiasi tipo, pertanto poteva essere questo il caso, poteva aver sentito la presenza di qualche animale ed essersi allarmata più del solito proprio per la condizione in cui si trovava.
Forse poi aveva cercato di rientrare ma Giangi non poteva averla sentita perché si era addormentato.

Qualche ora dopo, al mio risveglio, sapevo di doverla controllare prima di ogni altra cosa ma nella sua cuccia non c’era e nella stanza nursery nemmeno. Il giardino era il luogo successivo dove dovevo controllare e dopo averla ripetutamente chiamata senza alcuna risposta ho iniziato a cercarla in quei luoghi che potevano rispondere ai requisiti di “tana”, luogo sicuro dove poter far nascere i suoi piccoli.
Questo è un fatto strano ma comunque rientrante in una logica perfetta; anche le Corgine più ubbidienti (come Lara) quando devono adempiere ai loro doveri di mamme pensano innanzi tutto a proteggere i piccoli e poi, forse, a rispondere alle richieste umane.
La trovai con i suoi piccoli sotto alla siepe di recinzione in un anfratto scavato non so se per l’occasione o altro. Essendo Novembre il clima era freddo e i piccoli, passati velocemente in rassegna, li ho infilati nelle tasche della giacca per poter prendere in braccio Lara e portarli tutti in casa. Nel frattempo svegliai anche Giangi che iniziò a occuparsi dei piccoli mentre io mi occupavo della mamma.
I piccoli erano tutti gelidi e ipotermici il che significava, per dei batuffolini di poche decine di grammi, essere già o vicini alla morte. Infatti, questo sembrava India… sembrava non avercela fatta… era un piccolo pezzo di ghiaccio che venne deposto sopra il calorifero fin tanto che Giangi si occupava di rianimare quelli che erano visibilmente vivi. Li mise sotto l’acqua molto calda e dopo averli riscaldati in quel modo
li aveva strofinati un bel po’ per asciugarli e prolungare il tipico massaggio che riattiva la circolazione. Di India, dopo qualche occhiata che aveva apparentemente confermato la prima impressione, non si era più preoccupato tanto che era stata messa sopra un ripiano in attesa di potercene occupare più tardi. Finito di sistemare e pulire Lara le sono stati messi accanto e tutti al calduccio i suoi piccoli che si erano ripresi perfettamente. Ma nel tragitto dal bagno alla nursery, passando davanti al mobile dove si trovava la cucciolina inerte, Giangi vede, anzi ha l'impressione di vedere un piccolo fremito, un sussulto quasi impercettibile del corpicino lasciato in disparte perché ritenuto privo di vita. In un secondo realizza che la piccola Corgina tricolore, nonostante il tempo trascorso al freddo e quello trascorso in casa apparentemente morta è ancora viva... ecco questo è stato l'ingresso nel mondo di India, con coraggio e determinazione! E in questo modo ha vissuto tutta la sua vita.
Credo sia stato il Corgi più anarchico che abbiamo mai avuto.
Cagnina con buonissimo carattere e molto affettuosa e ubbidiente in apparenza ma in realtà volitiva, testarda e insofferente a ogni imposizione. Non c’è mai stato luogo che abbia potuto contenerla e nemmeno i momenti di maternità hanno modificato questo lato del suo carattere. Accudiva discretamente i suoi piccoli nelle prime 24 ore e poi era già pronta per nuove avventure e non c'è mai stato verso di farle capire il contrario. Per non parlare della scelta dei padri dei suoi piccoli... sempre e solo scelti da lei!!! Impossibile calcolare il momento giusto dell'estro e qualsiasi calcolo facessimo, con lei e solo con lei, non è mai stato azzeccato! In nessuna delle sue gravidanze siamo riusciti a scegliere il compagno ideale. Fortuna ha pensato di accoppiarsi
solo con Corgi e non è andata a cercare un padre altrove e per carità i mariti che lei ha scelto in linea di massima sono stati quelli che le avremmo proposto ma magari non proprio nella sequenza scelta da lei. A parte questo piccolo particolare ha fatto dei figli bellissimi dando il meglio della sua importantissima genealogia.
Ha vissuto la sua esistenza con l'acceleratore al massimo, sembrava avere la necessità di vivere velocemente e intensamente quasi sapesse fin da sempre che la sua vita non sarebbe stata lunghissima.
Sapevamo che la sua audacia e incoscienza prima o poi le avrebbe causato dei problemi, che saltare staccionate, balconi e recinzioni le sarebbe costato ben più di due ernie delle quali abbiamo dovuto operarla nel corso degli anni. In realtà è bastato molto meno, semplicemente una corsa fatta a freddo, la mattina, appena uscita in giardino. Una corsa che l'ha paralizzata completamente partendo dalle zampe posteriori, passando per vescica e sfintere per arrivare nel corso di 24 ore a paralizzare anche le zampe anteriori. Inutili gli accertamenti con più di un veterinario, la diagnosi è stata unanime e senza possibilità di ulteriori tentativi se non la triste e dolorosa decisione di metterla a nanna per sempre.
Inutile soffermarsi sulle dolorose scelte che ci vedono attori nella vita dei pelosi che amiamo.
Ci siamo sforzati di sembrare sereni perché fino al momento in cui non ha chiuso gli occhi ha continuato a guardarci per capire cosa stava accadendo e se è vero che gli ormoni che produciamo a seconda degli stati d'animo hanno un odore facilmente riconoscibile dai cani, lei ha percepito perfettamente la paura e il dolore che avevamo nel cuore al di là del sorriso e le parole dolci che stavamo profondendo.


Questa è la storia di India, una Corgina che pensavamo sarebbe diventata un bellissimo Corgioletto (Corgi angioletto) se non fosse stato che il destino aveva già tessuto per lei una trama diversa e che con il giusto ordito avrebbe dato vita a una delle Corgine più impavide che abbiamo mai conosciuto perché fin dal primo istante di vita, dietro ai suoi scurissimi e dolcissimi occhioni si nascondeva un temperamento da amazzone... ecco questa è stata India... una guerriera!

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