venerdì 29 agosto 2014

Benvenuti al Mondo!

Parlando di cuccioli e cucciolate si potrebbe pensare che dopo averne visti nascere un bel po’ venga meno la magia del momento. Ma non è così… 
Per chi ha scelto di intraprendere la strada dell’allevamento con la passione che la cosa richiede (e a mio avviso la passione dovrebbe esserci in ogni cosa che facciamo per renderci persone felici) l’attesa dei cuccioli è sempre un grande avvenimento che mobilita l’intera famiglia, pelosi compresi i quali sanno perfettamente riconoscere la situazione anche al momento del parto. L’attesa e le aspettative iniziano molto ma molto prima. Iniziano quando guardi la tua adorata bimba pelosa e inizi a pensare all’eventuale marito… e come quasi si trattasse di una figlia decidi che dovrà essere il miglior marito del mondo! Bellissimo, affidabile, affettuoso, equilibrato, geneticamente in ordine insomma un marito di prim’ordine! Sembra sempre che nessuno possa essere all’altezza… ma poi finalmente si trova il Brad Pitt peloso!!!!
Il periodo dell’attesa della nascita dei bimbi è un momento di ansia perché si ripercorre la scelta effettuata centinaia di volte riflettendo se non si è dimenticato nulla se tutto sta procedendo come dovrebbe, la pancia cresce, la futura mamma sta bene… insomma tutti dubbi e pensieri possibili.
E poi ci si prepara all’evento! Per quanto ci riguarda abbiamo una stanza all’interno della nostra casa che è stata destinata a nursery ed è lì che nascono e crescono i nostri bimbi.
 Prepariamo accuratamente tutto l’occorrente per il grande evento… la cuccia parto per la mamma con tutti i teli che serviranno, salviettine per asciugare i piccoli, forbicine per i cordoni ombelicali, bilancia per pesarli, quaderno per prendere nota dei pesi, dei colori e tutte le particolarità che ci potranno servire in futuro per la conoscenza del cucciolo. Solitamente si capisce che il momento è vicino perché la futura mamma inizia ad essere un po’ agitata, solitamente distrugge tutto ciò che si trova nella sua cuccia… tutti i teli accuratamente posizionati nella fase dei preparativi vengono ridotti in coriandoli nel tentativo anche da parte sua di preparare il giaciglio idoneo a far nascere i suoi bimbi. Ed è evidente che vediamo la cosa in maniera diversa ma lasciamo fare a lei anche quando si tratta di un primo parto perché sembra abbiano quella conoscenza ancestrale che le guida malgrado l’inesperienza.
Arriva finalmente la parte emozionante dove piccoli esseri pelosi bagnati e trepidanti si affacciano alla vita. Uno… due… tre… in un susseguirsi di gesti che ormai negli anni sono diventati quasi meccanici e che fortunatamente con l’abitudine ci hanno fatto perdere la paura di non saper affrontare la situazione.
Ma ogni volta la nascita di un cucciolo ci trova con lo stesso coinvolgimento, la stessa emozione e il respiro sospeso… lo prendi tra le mani, inizi ad asciugarlo strofinandolo con un po’ di vigore finchè non senti il primo piccolo guaito… allora è fatta! E’ vivo e finalmente pensi “benvenuto al mondo”! E la gioia e i commenti sempre gli stessi… “ma che colore meraviglioso”, “hai visto com’è vispo’”, “hai visto com’è tranquillo, proprio come il papà!”, “e questo quanto è grosso?!?!”, “e questo che è il più piccolino e sembra indifeso lo terremo sempre con noi!”… insomma mille pensieri gioiosi che iniziano a prendere forma in previsione del loro futuro.

Quando il parto è finito si procede con la pulizia della mamma e della sua cuccia, si sistemano i bimbi i quali immediatamente iniziano a “nuotare” verso di lei per garantirsi la pappa e lei a sua volta inizia ad accudirli con gesti sicuri come se avesse sempre fatto solo quello.
In quel momento si ha la sensazione che un altro piccolo miracolo si sia avverato… guardiamo ancora un attimo i nostri piccoli che con frenesia succhiano il latte, la loro mamma spossata ma serena dopo il lungo parto… per lasciarli tranquilli spegniamo la luce e intanto si accende la vita!

venerdì 15 agosto 2014

Aiuto, il mio cane è zoppo!!!

  Il Corgi è una cane rustico e generalmente con una buona salute ed è per questo, grazie al cielo, che la mia esperienza alla voce "malattie e malanni di vario genere" è davvero scarsa. 

  Ecco perché, quando il mio Cardigan qualche mese fa ha iniziato a zoppicare, non ho dato molta importanza alla cosa pensando si trattasse di un affaticamento temporaneo dovuto anche alla notevole crescita avvenuta in un arco di tempo molto breve.
  La cosa è iniziata il giorno della festa del 30º compleanno di mia figlia Giulia. Una bella e calda giornata di tarda primavera che ci ha visti tutto il giorno in giardino a festeggiare in compagnia di amici, parenti e ovviamente tutti i nostri pelosi ai quali non è parso vero approfittare della presenza di numerosi bipedi per farsi coccolare e riempire di complimenti per tutto il giorno.
Ozzy era nel gruppo degli scalmanati e sinceramente di tanto in tanto mi era venuto il dubbio che fosse meglio farlo rientrare in casa per metterlo a riposo; era forse una sorta di messaggio subliminale che ricevevo e da chi?!? Ripensandoci non si trattava proprio di un messaggio subliminale ma di una reale "cosa" grigia e pelosa che a intervalli più o meno regolari sfrecciava irrompendo nel mio campo visivo con la velocità di un treno! Era Ozzy, ora soprannominato "freccia argento", che si scatenava con tutta l'energia che solo i cuccioli di quell'età riescono ad avere con il piccolo particolare che a cinque mesi pesava 14 chilogrammi e non perché fosse sovrappeso ma perché destinato a diventare un cagnone di taglia importante. 

  Come già detto avevamo avuto la sensazione che si stesse stancando troppo ma i nostri compagni a quattro zampe erano tutti così felici di partecipare alla festa che sarebbe stato tristissimo dover fare rientrare solo lui perché ancora troppo piccolo per partecipare alle cose dei grandi!!! Ma poiché siamo umani e ragioniamo in tal senso non sempre facciamo la cosa migliore per loro ma quello che pensiamo possa esserlo.
  Risultato: dal giorno dopo il mio piccolo (si fa per dire...) batuffolo(ne)grigio quando si alzava per iniziare a camminare manifestava una lieve zoppia che poi cessava proseguendo nel movimento. Tenuto sotto controllo un po' di giorni e visto che il suo malessere non migliorava abbiamo deciso di consultare un veterinario ortopedico il quale, dopo accurata visita, ci ha rassicurato sulle varie patologie possibili confermando invece che si trattava di una distorsione procuratasi nella giornata trascorsa a correre e saltare come un pazzo!

Durante il primo anno di vita il cucciolo infatti cresce moltissimo. Per consentire che questo accada armonicamente, tutto in lui è molto "morbido": le ossa, le cartilagini, i legamenti. I nostri amati Corgi lo sono ancora di più per la particolare conformazione di spalle, arti e la particolarità del movimento. Nel caso di Ozzy poi il rischio era in assoluto aumentato dalle dimensioni del nostro patatone grigio in rapporto alla sua età.
Il suo trauma non era da sottovalutare perché se non risolto poteva cronicizzarsi rischiando di lasciarlo praticamente zoppo per il resto della vita. 
  Le mille prescrizioni e raccomandazioni che ci fece sembrarono scrupolose ma un tantino esagerate... solo dopo qualche giorno realizzammo l'impossibilità di tenere a riposo forzato un cane, soprattutto di questa età, e questa era stata la prescrizione principale che il Vet ci aveva fatto! I giorni che seguirono mi gettarono in uno sconforto totale... mi sembrava un segno del destino... possibile che il cane che avevo tanto desiderato e che ero riuscita ad avere soltanto dopo anni di attesa e che mio marito era andato a prendere nel Regno Unito con una serie di peripezie infinite solo per accontentarmi, fosse destinato a rimanere zoppo perché ero incapace di curarlo?!? 
Mi sembrava impossibile non farlo correre, non farlo saltare insomma non fargli fare nulla di tutto ciò di cui un cucciolo ha bisogno per il proprio benessere fisico e psichico. Mi sembrava dovesse morire di tristezza nell'impossibilità di fare tutto ciò che di solito fanno i cuccioli e nel turbinio di questi mille pensieri negativi mi si fissava nella mente un solo titolo per la sua vita... "Ozzy e l'Infanzia Rubata" (con sottofondo di musica straziante tipo quello della piccola fiammiferaia nella sequenza in cui si vede che le si spegne l'ultimo cerino con il quale tenta di scaldarsi). Ma l'istinto di conservazione riesce sempre ad avere ragione e così molto seriamente abbiamo iniziato a seguire tutti i consigli del veterinario. La sua convalescenza è durata due mesi con frequenti piccole ricadute perché, inutile dirlo, appena vedevamo un miglioramento allentavamo il rigore delle regole imposte con conseguente istantaneo peggioramento. 

  Solo da qualche giorno abbiamo iniziato la riabilitazione in piscina (pochi minuti al giorno per il momento) e piccole passeggiate quotidiane di una decina di minuti. Finalmente da circa una settimana Ozzy sembra stare proprio bene e questo ha risollevato notevolmente il mio umore che solo a tratti riesce ancora a diventare disperazione e terrore quando vedo il "freccia argento" che ventre a terra saetta in giardino davanti alla mia finestra!

martedì 1 luglio 2014

CORGIncontro in Fattoria


La giornata del Corgincontro per noi di Corgilandia non è iniziata proprio benissimo… Sabato notte la nostra India ha deciso di dare alla luce i suoi cuccioli con un anticipo di un paio di giorni sulla data presunta.

Speravamo ed eravamo quasi certi di poterci godere la giornata dell'incontro con sufficiente tranquillità e avevamo precettato nostro figlio Leonardo per montare di guardia e controllare la situazione della truppa. (quando ci assentiamo da casa e lasciamo Leo ad accudire i nostri pelosi ho sempre la sensazione che siano loro ad accudire lui e non viceversa…)
Reduci da una notte praticamente insonne alla mattina ci sembrava di fluttuare in un limbo nebbioso dal quale faticavamo ad uscire e poiché gli anni passano e i parti notturni iniziano a essere pesanti, tra cuccioli da sistemare, mamme da nutrire, cani da far uscire per i bisogni mattutini e anziani da svegliare, con grande fatica e tanto caffè, alla fine ce l'abbiamo fatta e siamo partiti!
Tutto questo trambusto e i vari intoppi di percorso hanno causato un notevole ritardo nel nostro arrivo all'incontro ma poiché "non tutti i mali arrivano per nuocere", l'ingresso nel cortile della Fattoria Lungargine (preciso che il Comitato di Benvenuto è stato ineccepibile… organizzatissimo con magliette a tema e pass adesivi con il logo dell'incontro) è stato un colpo d'occhio incredibile! Erano tutti lì… i Corgi partecipanti alla giornata, tranquilli e ancora un po' intimiditi accanto ai loro compagni di vita, bellissimi, composti ma soprattutto diversi. Sì, perché frequentando le expo, in occasione di quelle più importanti tipo mondiali o europee, capita di vedere tanti Corgi tutti insieme ma sono di un altro tipo… di quelli stra-belli o presunti tali, preparatissimi che non li puoi toccare, dressatissimi e impassibili che sembrano statue, nervosi o comunque distaccati perché già concentrati sulla gara e preciso che mi piacciono le esposizioni, sono un buon momento di confronto e un'occasione per conoscere e rivedere persone. Ma qui… la scelta e la varietà sembravano essere le parole d'ordine: cuccioli, giovani, vecchi, adulti, con il pelo lungo, con il pelo a chiazze (errore di un toelettatore incompetente che ha praticamente "lessato" un corgino dimenticandolo per più di un'ora sotto al phon!), fulvi, tricolori, pembroke, cardigan, giusti, troppo grandi, troppo piccoli, magri, grassi e chi più ne ha più ne metta… insomma diversamente bellissimi!

Inutile dire che si sono comportati benissimo durante lo svolgimento della breve lezione tenuta da Gianandrea sul tema "Perché il Corgi è un Cane Speciale" e alla fine, quando le persone hanno applaudito, praticamente tutti i pelosi all'unisono sono partiti con abbai e ululati come loro personale contributo al ringraziamento generale.
La giornata è proseguita con un raffinato buffet nel bellissimo parco secolare di Villa Pesavento, appartenente alla famiglia di Michela e Fabrizio, i titolari della Fattoria Lungargine e quella è stata l'occasione per stare tutti insieme in un clima di vero relax. Parlare con vecchi amici, conoscere persone nuove, guardare e commentare i nostri pelosi che scorrazzavano liberi nel curatissimo prato, insomma uno di quei momenti in cui ti si riempiono gli occhi e il cuore.
Ci siamo risvegliati da questo bellissimo torpore al richiamo di Fabrizio “tutti a fare le foto!” e lì ci siamo davvero scatenati!!! Sembrava di essere al Red Carpet della notte degli Oscar! C'erano più fotografi che persone da fotografare… quasi! E abbiamo fatto servizi fotografici da favola da tutte le angolazioni possibili in un contesto e con uno sfondo davvero ineguagliabile. 
Alla fine è arrivato il momento tanto atteso di vedere i nostri piccoli amici alle prese con un loro atavico richiamo quello del lavoro sul gregge. E da qui potremmo iniziare e continuare a parlare per ore… c'è stato chi nel giro di pochi secondi ha capito perfettamente il meccanismo della conduzione del gregge, chi spaventato se l'è data a gambe, chi si è seduto a guardare le pecore come fossero alieni, chi correva instancabile senza concludere nulla. Insomma i nostri Corgi hanno avuto le più svariate reazioni tra gli applausi e il divertimento generale.  

Forse sto davvero invecchiando perché l'emozione che ho provato nel vedere tanti Corgi tutti insieme è stata davvero insolita e allo stesso modo mi sono emozionata nel leggere gli articoli scritti da una cara amica giornalista, Nicoletta Cozza, che è riuscita a cogliere lo spirito e l'amore che abbiamo, lei compresa, per i nostri Corgi.
  Anche il tempo ci è stato amico. La giornata non è stata troppo calda e non ha piovuto per tutta la durata dell'incontro. Insomma, tutto perfetto!

Che dire… mi sono svegliata questa mattina con la sensazione di essere in pace con il mondo e penso sia stata l'energia positiva emanata dalle persone e dai nostri Corgi durante la bellissima giornata, quel tipo di energia che si accumula per essere usata e rilasciata lentamente nei giorni a seguire così da ricordarti i bei momenti trascorsi e poter pensare che possa accadere di nuovo.

mercoledì 4 giugno 2014

Cos'è un "Fluffy"?


Quante volte è capitato di vedere soggetti della stessa razza avere il pelo visibilmente diverso non solo per il colore ma anche per lunghezza e consistenza? Dei Pelosi veramente moooolto pelosi! Molto attraenti esteticamente e da cuccioli sicuramente irresistibili…
Noi tutti vediamo che nelle varie razze canine la struttura del pelo è variabile. Esistono “versioni” della stessa razza a pelo corto e a pelo lungo ed entrambe le vediamo spesso in esposizione. In alcuni casi la “versione” a pelo lungo è diventata talmente famosa da soppiantare quasi radicalmente nella diffusione la sorella a pelo corto, come nel caso dei Collie o dei Chow-Chow per citare due esempi, direi, eclatanti. Ben pochi tra i non cinofili sanno che esiste infatti un Collie a pelo corto, lo Smooth Collie, o un Chow-Chow un po’ meno.... orsetto!
Quello che determina o meno la lunghezza delle “frange” di pelo di un cane è un gene recessivo (e che quindi occorre sia presente nel genoma di entrambi i genitori per manifestarsi sulla prole) che condividono infatti molte razze canine. E fin qui nessun problema perché per molte di queste razze, infatti, lo standard comprende sia la varietà a pelo lungo che quella a pelo corto, come pare logico. In altre invece, come purtroppo per entrambi i Corgi, Pembroke e Cardigan, lo standard di razza, molto meno comprensibilmente, non contempla la possibilità del pelo lungo. La motivazione di questo starebbe nel fatto che il pelo, lungo e frangiato, male resiste alle intemperie e risulta inadatto per struttura al cane da lavoro
(poiché tende a raccogliere sporcizie dal terreno e, quando viene bagnato, si inzuppa restando tale molto a lungo). Un pelo senza futuro, quindi, per un pastore come il nostro. Questa motivazione potrebbe anche sembrare plausibile, se non fosse, appunto, che esistono moltissime altre razze di cani da pastore dove il pelo lungo e frangiato è la principale, se non unica, caratteristica come nel caso del Pastore delle Shetland e del Pastore Scozzese (Il Rough Collie, appunto).
Eppure tutto questo sembra non avere valore per i nostri amici a gamba corta. Trattandosi di un gene recessivo si presenta fortunatamente con minore frequenza rispetto al pelo corto, però di Corgini a pelo lungo ce ne sono! Sono ovviamente Corgi a tutti gli effetti e hanno giustamente la loro schiera di sostenitori. Hanno peli di varie lunghezze e strutture ma sono tutti caratterizzati dalla presenza di bellissime frange. In gergo cinofilo si chiamano “Fluffy” (dall’inglese fluffy -> lanuginoso, morbido). E in effetti la parola “fluff” fa pensare a qualcosa di tenero e morbidoso. C'è chi ne va matto (e come dargli torto... unire il temperamento coccoloso del Corgi a una pelliccia da orsacchiotto...) e a chi piace meno. Per qualcuno significa anche la possibilità di risparmiare qualcosa al momento dell'acquisto, qualora appunto non interessi partecipare alle esposizioni canine nelle quali purtroppo il nostro amico “pelosone” verrebbe squalificato.
Mi auguro che un giorno anche lo standard delle nostre due razze Pembroke e Cardigan ammetta nelle esposizioni il pelo lungo, come di recente è accaduto per il noto Pastore Tedesco.
Fino a quel giorno sarà onere dell'allevatore del vostro cucciolo segnalarvi la presenza di questa caratteristica esattamente come per tutte le altre caratteristiche eventualmente presenti e che sono ritenute indesiderate dallo Standard di Razza. Un soggetto fluffy è riconoscibile fin dalla nascita per una consistenza di pelo impercettibilmente diversa che solo l’esperienza dell’allevatore riesce a distinguere e diventa invece più evidente attorno al trentesimo giorno di vita.
La cosa importante, indipendentemente quindi dal fatto che desideriate o meno partecipare alle esposizioni cinofile, è specificare che un soggetto fluffy è un soggetto sano al pari di qualsiasi altro. Con una tipologia di pelo che sicuramente necessita di qualche spazzolata in più per evitare la formazione di fastidiosi nodi ma anche con qualche punto a favore. Proprio grazie a questa caratteristica i fluffy infatti non lasciano pelo in giro per casa neppure durante la muta!

Soprattutto però va ricordato che come qualsiasi altro Corgi, vi darà infinito amore e completa dedizione, sarà pronto a seguirvi ovunque nelle vostre azioni quotidiane. Sono molti i fluffies che si vedono guadagnare premi in discipline tipiche in cui eccelle la nostra razza, come l'agility, l'obedience, la condotta del bestiame. Solo le esposizioni morfologiche vengono al momento loro precluse. Insomma, per le passerelle, i fratelli iperpelosi devono solo avere ancora un po’ di pazienza...  

venerdì 30 maggio 2014

Esposizioni, che fatica!

  Domenica 18 Maggio all'esposizione Nazionale di Albarella - Rovigo i nostri due cani iscritti hanno ottenuto ottimi risultati. Rocco - Corgilandia Rialto ha conseguito il CAC necessario per il completamento del Campionato Italiano e Paki (Corgilandia Zarkava) è arrivata seconda nella sua classe, buon risultato ma un "nulla di fatto" per quanto riguarda il ticket necessario per il Campionato.
  Che dire... lei sembrava non essere assolutamente scossa da questo non-risultato! Indubbiamente siamo noi ad avere un sacco di aspettative in queste competizioni... vuoi perchè ognuno di noi nel fondo del proprio cuore è convinto di avere il cane più bello del mondo... vuoi perchè alla fine di tutto le  esposizioni sono onerose e si spera di riuscire a finire un campionato il più in fretta  possibile. Non lo so. Probabilmente per ognuno di noi ci sono diverse motivazioni e allo stesso modo anche i cani si approcciano in maniera diversa alla competizione. Alcuni amano l'esibizione, il "farsi vedere" e intuiscono in quelle occasioni il lavoro che sono chiamati a svolgere e lo eseguono con tale zelo da essere veri cani da show. Comprendono l'importanza del momento e con serietà, dedizione ed empatia con il loro handler riescono in questo compito richiesto.
Altri lo vivono come momento di gioco, altri ancora come momento di obbedienza finalizzato al premio (quasi sempre in cibo!). Ma alcuni... sono davvero refrattari a tutto ciò, riluttanti a esporsi alle luci della ribalta, allo stress pre, durante e post ring, alla toelettatura, alle lunghe attese... insomma si vede proprio che non gliene importa nulla!  E non si tratta di cani timidi o paurosi, ma semplicemente indifferenti a questo tipo di attività. Laddove i primi entrano nel ring baldanzosi e impettiti, questi ultimi si trascinano come se stessero andando ai lavori forzati con le orecchie abbassate nella tipica modalità "aeroplano". Dove i primi guardano il loro handler pieni di aspettative e caricati come molle, gli altri ti guardano con aria depressa e interrogativa come a voler chiedere "ma che ci faccio io qui???" 

  Di questi "personaggi" ne abbiamo incontrati di tutti i tipi in questi lunghi anni di allevamento e di expo, ma uno su  tutti è stato uno show-dog ineguagliabile... il nostro amato Whiskey (pluri Ch. My Impression Of Shallianne 1988-2002). Oltre a essere stato un compagno eccezionale è stato un vero cane da show. Incredibile come si trasformasse nel momento in cui entrava nel ring diventando statuario e impassibile a qualsiasi distrazione. È sempre stato esposto da Gianandrea e quand'erano insieme si poteva quasi toccare con mano l'empatia che li univa... esistevano solo loro, tutto il resto, fuori! Quando fu il momento di ritirarlo dalle competizoni lo fece capire chiaramente, così di punto in bianco la sua concentrazione nel ring iniziò a
mancare e noi decidemmo di non esporlo più... in fondo aveva già vinto tutto il possibile o quasi. Ritornò in expo ancora una volta soltanto, in occasione della Mondiale di Milano del 2000 dove con i suoi dodici anni suonati fu Best Veteran. Lui che era stato Campione Mondiale ed Europeo ma che aveva deciso che preferiva essere il Campione di Casa...
  L'amore per i nostri pelosi comprende anche questo, capire che sono pronti a seguirci nelle nostre passioni anche quando queste risultano loro incomprensibili, ma che spetta a noi assecondare le loro attitudini e rispettare la loro natura.

"Adottare un Cucciolo"

Tutti ci siamo inteneriti almeno una volta nella nostra vita davanti a un cucciolo che ci scrutava con i suoi occhi teneri da dietro la vetrina di un negozio.
Tutti abbiamo desiderato portarcelo a casa, qualcuno anche lo ha fatto, magari. Questo però non è il modo ottimale attraverso il quale scegliere un compagno di vita, un essere vivente, intelligente e sociale che dovrà passare con noi diversi anni della nostra vita.
Esistono alcune domande da porsi prima di procedere a un’adozione, specie se si tratta del nostro primo cane:
- Desidero un/quel cane veramente?
- Quanto tempo ho da dedicargli?
- Ho figli? Che età hanno?
- Ho un giardino? Se sì, è recintato?
- Sono pronto a educarlo e a occuparmi di lui per i prossimi 15 anni circa?
- Quali sono le mie aspettative sul mio cane?
Trovate la razza idonea alle vostre esigenze!
Le razze presentano profonde differenze caratteriali, non sono solo diverse nell’aspetto. La selezione dovuta al lavoro, all’impiego cioè che l’uomo ha fatto del suo prezioso ausiliario per secoli ha reso infatti i nostri piccoli amici profondamente differenti gli uni dagli altri. Sicché esistono cani risoluti e indipendenti, energici e intraprendenti, altri molto più tranquilli, moderati, maggiormente legati al contatto con l’uomo. Cercate di identificare le qualità che cercate, valgono molto di più di una foggia del pelo particolare!
- Parlate con un veterinario specialista di comportamento ed educatori cinofili.
- Documentatevi sull’argomento.
Internet ormai offre ampio spazio a informazioni di questo tipo.
Scegliete un allevatore responsabile e instaurate un rapporto di fiducia
Chiunque ami veramente gli animali non può restare indifferente al fatto che il cucciolo visto nella vetrina di un negozio o esposto in un mercato ha grosse possibilità di essere tra quelli che sono stati strappati alle cure materne prematuramente, solo dopo poche settimane di vita, acquistati nei Paesi dell’est Europa a pochi euro. Molto spesso arrivano in Italia imballati come saponette, dentro una cassetta di cartone o di legno, trasportati in furgoni, al buio, senz’acqua, senza cibo, senza aria, non riscaldati d’inverno e roventi d’estate. Secondo le stime, infatti, si tratta di un traffico annuale di 50.000 esemplari, ma sono stime riduttive poiché si suppone un traffico superiore alle 300 mila unità, se nel novero includiamo anche i numerosi sfortunati soggetti che non sopravvivono al viaggio. Molti cuccioli infatti muoiono durante il trasporto o subito dopo il loro arrivo a destinazione.
I trafficanti li pagano talmente poco che si rifanno con quelli che restano vivi e che riescono a vendere. Per i cuccioli sopravvissuti poi, inizia un nuovo calvario. Spesso si ammalano perché non sono stati vaccinati. Soffrono di gastroenterite virale, cimurro, malattie facilmente trasmissibili, spesso a decorso mortale. Per i sopravvissuti le cose non vanno molto meglio poiché essendo stati staccati prematuramente dalla madre l’ansia della separazione sarà una costante della loro vita che non gli permetterà, nella quasi totalità dei casi, di svolgere una serena ed equilibrata vita affettiva accanto a voi. Le Leggi a tutela ci sono, ma spesso questi traffici sfuggono ai controlli.
La cosa migliore è diventare proprietario di un cane senza incentivare inconsapevolmente il deplorevole commercio dei cuccioli e nel contempo avere la garanzia di aver scelto un animale sano che vi darà gioia per molto tempo. Queste garanzie le fornisce la figura dell’Allevatore cinofilo riconosciuto dall’E.N.C.I.. Figura, quella dell’Allevatore con Affisso Riconosciuto, che spesso in Italia viene confusa con quella del mero commerciante che vende cuccioli di moltissime razze. Nulla di più sbagliato. Il vero Allevatore si dedica sempre a pochissime razze, una o al massimo due. Non esistono in cinofilia investimenti redditizi e ciò che realmente anima gli Allevatori “mono-razza” è soltanto l’amore per la razza che allevano. In cinofilia le spese non vengono ripagate e per effettuare dei guadagni tali da giustificare una gestione commerciale occorre comportarsi in maniera non corretta nei confronti dei nostri animali, sottrarre qualcosa al loro benessere, alla qualità della loro vita per aumentare i margini di resa commerciale, occorre risparmiare sulla scelta dei riproduttori e la qualità degli stalloni per spendere meno… Ragionamenti che non animano mai il cuore dell’Allevatore con Affisso Riconosciuto ENCI, che è sempre prima di tutto un amatore della propria razza. Altra opinione diffusa è che i cani nei negozi costino meno, ma anche in questo caso si tratta di credenze.
Discorso sanitario e qualitativo a parte (va tra le altre cose sottolineato il fatto che i soggetti acquistati tramite commercianti non hanno mai morfologie apprezzabili e quasi sempre hanno pedigree non riconosciuti né in Italia né altrove), anche economicamente il rapporto con il serio Allevatore ha risvolti molto convenienti. Questo perché all’interno delle medesime cucciolate nascono i futuri campioni di razza e anche soggetti invece destinati a divenire esclusivamente beniamini di casa. L’allevatore coscienzioso identifica sempre il valore dei propri soggetti e diversifica le possibilità di acquisto. Questo senza ovviamente venire meno a quelle che sono le consuete garanzie di registrazioni, controlli e salute. Provate a recarvi in un allevamento. Prima di cedere un cucciolo, un allevatore responsabile si mostrerà interessato a voi, alle vostre esigenze e alle condizioni in cui potrete allevarlo; molte delle domande che vi siete posti prima di andare in allevamento ve le rifarà lui stesso. Vi chiederà inoltre di rimanere in contatto anche dopo l’acquisto prima di tutto per sapere come cresce il cucciolo e anche per poter venire a conoscenza di eventuali problemi che altrimenti sfuggirebbero al suo controllo e aiutarvi a porvi rimedio.
Diffidate di allevatori disinteressati
Prendete in considerazione solo allevamenti che si possano visitare e dove sia presente almeno la madre dei cuccioli. Valutate sempre le caratteristiche psicologiche della madre e possibilmente del padre dei cuccioli. Guardatevi attorno: osservate il comportamento degli altri cani. Valutate la presenza e il tipo dei canili dove l’Allevatore ricovera i propri cani. Spesso batterie di box asettici danno un’idea positiva, ma un vero amatore vuole sempre avere i propri cani attorno a sé e ne non relegarli costantemente in strutture, per quanto adeguate.
Non acquistate cani a mostre o fiere itineranti
Non è consigliabile acquistare cuccioli in fiere, mercati o simili: le malattie si diffondono più facilmente in queste occasioni dove si radunano animali di diversa provenienza. Non acquistate cuccioli allontanati dalla madre prima dell’età 60 giorni e pazientate prima di portare a casa il vostro cucciolo. Questo periodo costituisce il minimo necessario per un successivo sviluppo psichico equilibrato del cucciolo.
Ecco alcuni aspetti sanitari fondamentali di cui tener conto prima dell’acquisto di un qualsiasi cucciolo.
Controllate accuratamente che gli stessi siano:
- puliti
- ben nutriti
- attivi e amichevoli
Che non abbiano:
- il naso sporco
- la zona perianale arrossata
- occhi lacrimanti (attenti però che una certa lacrimazione in alcune razze è comune tra i cuccioli)
- croste sul pelo
- orecchie sporche
- parassiti (pulci, zecche, ecc.)
Documenti del Cucciolo
Può accadere che all’acquirente venga chiesto un ulteriore esborso di denaro per avere il pedigree. Questo non deve accadere! Il pedigree è il documento di identità del cane ed è ciò che lo identifica come appartenente a una determinata razza. Non esiste alcun valido motivo per cui lo stesso quindi ne sia sprovvisto o vi venga chiesto altro denaro per ottenerlo. Nel pedigree viene riportato il numero di microchip che indica la reale identità del cane, il numero di iscrizione al registro ufficiale (ROI), il colore del mantello, il sesso e gli eventuali segni particolari, nonché tutta la sua genealogia; va però ricordato che molto spesso al momento del ritiro del cucciolo presso l’Allevatore (verso i 65-70 giorni) il pedigree è ancora in fase di elaborazione da parte dell’ENCI. Il documento ufficiale viene di norma emesso quando il cucciolo ha circa 4 o 5 mesi, quindi soggetti più giovani ne sono sprovvisti. Diventa allora importante farsi esibire dall’Allevatore il o i modelli presentati all’Ente per l’attribuzione del pedigree. Sono il “Modello A”, che l’allevatore ha l’obbligo di presentare alla delegazione ENCI entro 25 giorni dalla nascita della cucciolata e, seguentemente, il “Modello B”, da presentarsi entro i 90 giorni dalla nascita. ll cucciolo inoltre dovrà essere accompagnato da un libretto di vaccinazione compilato con la data di nascita precisa, i trattamenti antiparassitari e le vaccinazioni effettuate (vidimate da un veterinario) e allegato il certificato di inoculazione del microchip firmato dal veterinario (garanzia dell’iscrizione all’anagrafe canina nazionale, altro obbligo dell’Allevatore). A tal proposito al momento della consegna del cane vi sarà chiesto di compilare i moduli utili al passaggio di proprietà presso l’anagrafe canina.
Riassumendo:
L’ente preposto al rilascio dei Pedigree è l’E.N.C.I. – Ente Nazionale della Cinofilia Italiana riconosciuto dallo Stato e fondato nel 1882 (ha consentito al nostro paese, in oltre cento anni di attività, di raggiungere i vertici della cinofilia europea e mondiale).
L’animale regolarmente iscritto alla nascita al Registro delle Origini Italiano (R.O.I.) dell’E.N.C.I. riceverà dallo stesso, verso i quattro mesi di vita, il Pedigree che lo accompagnerà per sempre.
Dopo l’adozione di un cucciolo si deve dichiararne il possesso all’ASL entro 15 giorni perché venga registrato all’Anagrafe Canina Regionale.

venerdì 16 maggio 2014

Ognuno è speciale a modo suo

Non è facile descrivere gli animali che si amano perché si rischia, visto il coinvolgimento affettivo, di formulare un puro elenco di qualità e aggettivi positivi, allo stesso modo di quando si parla dei propri figli.  
Potrei quindi dire che i miei cani sono bellissimi e intelligentissimi e finirla qui!
Ma voglio provare a descrivere le emozioni e le sensazioni che i miei cani, alcuni più di altri, trasmettono. Premetto che qualcuno mi è pure un po’ antipatico e solitamente si tratta di quelli più affezionati a mio marito o ai miei figli, con i quali magari mi relaziono meno forse perché percepisco che la loro totale dedizione è rivolta appunto ad altre persone della famiglia. E’ una sorta di gelosia? Non lo so però sono già fiera delle mie considerazioni, a questo punto del discorso, perché non sto facendo il tripudio degli aggettivi positivi!
I miei piccoli amici pelosi sono così diversi tra loro che è impossibile generalizzare parlando di caratteri o comportamenti.  Allevo al fianco di Giangi, mio compagno di vita, da molti anni e forse è più corretto dire che sono l’aiuto-allevatore perché le decisioni importanti spettano a lui… la scelta di un cane, gli accoppiamenti, quale cucciolo dare a chi, ecc… ma ripensandoci anche a me spettano decisioni importanti su altri fronti dell’allevamento… che detersivo usare per lavare al meglio le cucce dei cani, la scelta del colore del guinzaglio da esposizione che deve essere intonata al cane e al vestito dell’handler… insomma decisioni di grande responsabilità! In ogni caso tutto ciò ha un suo equilibrio e in questo modo non ci litighiamo le leadreship che restano separate per le diverse competenze. La cosa buffa è che i nostri cani riescono a inserirsi perfettamente in queste dinamiche e a riconoscere le nostre dominanze a seconda delle situazioni e questo avviene perché loro più di noi sono atti al riconoscimento delle gerarchie e al loro rispetto.  Ma sono le peculiarità caratteriali la cosa bella e divertente del vivere con tanti animali. Così simili e così diversi… 
Orsa (nella foto accanto) che quando decide di essere ascoltarla ti si piazza davanti, imperturbabile, occhi negli occhi, a una distanza di non più di venti centimetri e non si smuove finché non la “ascolti”. Mawi, soprannominata la circense perché per una briciola di pane farebbe qualsiasi acrobazia compresa quella di mettersi su due zampe in attesa del “premio”. Puccio che appena ti fermi in qualsiasi punto o posizione si stende a terra appoggiando il muso sopra un tuo piede. Anjia, la più irrequieta, la mattina ha una tale frenesia addosso che mentre percorre il corridoio per guadagnare l’uscita gira su se stessa compiendo in questo modo due movimenti terrestri contemporaneamente: la rotazione e la traslazione (non me ne vogliano gli addetti ai lavori per l’uso scherzoso e improprio di questi termini). Ozzy  vero esempio di cane parlante che a soli cinque mesi si esprime vocalmente e gestualmente e ti fa capire perfettamente se ha fame o vuole giocare con qualcosa o qualcuno. Pina che adora l’acqua e appena arriva un po’ di caldo passa il suo tempo cercando di sdraiarsi completamente dentro alle ciotole dell’acqua ed è stata naturale conseguenza l’acquisto di una piscina idonea a lei. India che nulla la ferma! (e devo dire, in verità, l’avevamo capito quando è nata visto che è venuta al mondo in condizioni atmosferiche nelle quali  nessun cucciolo sarebbe sopravvissuto) Salta tutti i muretti, i terrazzini, le finestre (fortuna che abitiamo a piano terra) e qualsiasi ostacolo le si ponga davanti con la conseguenza che si è già procurata due ernie.
    Difficile dire se c’è un migliore o un peggiore ma a volte accade che si accenda una scintilla nel rapporto con un animale, con uno solo tra i molti ai quali vuoi comunque tantissimo bene, una sensazione forte che ti fa capire che non puoi farci nulla, che si tratta di quella famosa alchimia per cui si instaurano nostro malgrado delle sinergie e lo capisci dal primo istante in cui i tuoi occhi hanno incrociato i suoi e hai sentito nello stomaco un rimescolamento. Una sorta di riconoscimento ancestrale, come se ci fosse stato un precedente del quale non abbiamo immediato ricordo ma che a poco a poco si ricompone e forse è così per chi crede nella reincarnazione e nell’esistenza di vite passate...
Con tutti comunque c’è una comune consapevolezza… il loro infinito affetto e per tutti loro ho una comune certezza, sono tutti speciali… speciali ognuno in modo diverso.     

domenica 4 maggio 2014

Le Origini del Welsh Corgi Pembroke & Cardigan

Il suo nome è anche la sua carta d’identità. Welsh: gallese, originario del Galles, laddove cor-gi (o meglio kur -gi) nell’antica lingua locale significano proprio rispettivamente “nano” e “cane”. Le sue radici si affondano  nella notte dei tempi, sempre a metà tra storia e leggenda, perché sempre in terra inglese si sono narrate storie vere e racconti legati a questo particolarissimo cane a gamba corta.

La storia ne rinviene i primi reperti in alcune tombe di popolazioni nomadi che si erano stabilite nel sud dell’Inghilterra più di duemila anni fa. Assieme ai resti dei vestiti sgargianti e ai monili con i quali si ornavano quei nomadi divenuti stanziali e a fianco delle loro stesse ossa si sono infatti trovati anche i resti di piccoli cani con le gambe corte e le ossa grosse. 
Certamente l’aspetto dell’antico progenitore non era quello del Corgi odierno e probabilmente neppure la sua funzione primaria, quella cioè di cane da pastore. 
In epoche più recenti hanno sicuramente contribuito a fissare il Corgi odierno il Lancashire Heeler, razza inglese sconosciuta in Italia ma anticamente molto diffusa in Inghilterra e il Vasgostaspetz, un “cugino” scandinavo che spesso accompagnava i navigatori del nord Europa con i quali le popolazioni britanniche hanno avuto contatti sin dalle epoche più remote.
Comunque si sia andato formando, questo cane di solida struttura e basso sugli arti per molti anni è stato il “tuttofare” nelle piccole fattorie gallesi, dove durante il giorno essenzialmente guidava e sorvegliava al pascolo le poche vacche che i contadini possedevano, onere che spesso condivideva con i giovani figli dei contadini che in pratica seguiva ovunque.
La sera poi rientrava in casa dove, acciambellato a terra vicino al fuoco si godeva il meritato riposo senza però dimenticare di fare la guardia e segnalare presenze non desiderate.


 Riconosciuto ufficialmente dalla cinofilia negli anni 30 del secolo scorso è stato quindi diviso in due razze distinte, il Cardigan e il Pembroke, dal nome delle due contee inglesi dove si erano andati formando. Da allora non sono più ammessi accoppiamenti tra le due razze, che hanno ovviamente marcato sempre più, col passare degli anni, le rispettive differenze morfologiche. 

Entrambe le razze però mantengono ancora ben vive quelle doti di rusticità, solidità, duttilità, addestrabilità unite a una incredibile dolcezza d’animo che hanno reso il Corgi il beniamino di tante famiglie di un tempo e di oggi.
Fu forse questo il motivo (unitamente ai consigli di Thelma Gray, la più grande cinofila inglese di tutti i tempi) a spingere, ormai quasi un secolo fa,  un padre di nome Edoardo a regalare a sua figlia Elisabetta una coppia di Corgi Pembroke. Da allora i Corgi non hanno più abbandonato quella bimba, e quando la giovane Elisabetta venne incoronata Regina d’Inghilterra, i suoi piccoli amici a quattro zampe si sono seduti sul trono accanto a lei. E lì sono rimasti fino ad oggi.

Oggi il Corgi è principalmente un cane da compagnia che ben si adatta a qualsiasi tipo di vita e veramente di poche esigenze.

Della sua vecchia attitudine di pastore ha conservato l’amore per le scampagnate, la voglia e la facilità ad imparare le cose e un fisico solido che gli consente di scendere in campo con successo in diverse discipline sportive. Il nostro amico infatti si cimenta ancora oggi con successo  non solo nelle gare di condotta del bestiame (come è naturale che sia), ma soprattutto in agility e obedience, due discipline dove riesce a evidenziare la propria velocità e precisione sul lavoro…. o gioco che sia!


La sua amorevolezza e socievolezza, che non sono mai espresse con troppa esuberanza, ne consentono l’uso con successo nella pet therapy, in particolare con bambini, con i quali ha un feeling assolutamente unico.